Progetto Adolescenti

Educare all'autonomia

Nella crescita verso l'autonomia, un bambino con disabilita' incontra due tipi di ostacoli: da una parte le difficolta' legate al suo deficit, dall'altra gli atteggiamenti di paura e le ambivalenze dell'ambiente che interferiscono con il suo grado di autonomia potenziale, raggiungibile pur nella situazione di svantaggio. Spesso i genitori, ma anche la gente in genere che il bambino con disabilita' incontra, talvolta gli stessi operatori e insegnanti, sviluppano nei suoi confronti un atteggiamento assistenziale e protettivo che ne limita l'acquisizione di indipendenza.
Sembra quasi che si voglia compensare con maggiore affetto ed atteggiamenti piu' permissivi il disagio per il deficit o che a causa di esso il bambino venga complessivamente ritenuto incapace e quindi bisognoso di assistenza e di qualcuno che operi al posto suo in ogni occasione.
Tra coloro che si occupano di ritardo mentale si e' fatta pero' strada in questi anni la sempre piu' radicata convinzione dell'importanza dell'educazione all'autonomia per lo sviluppo di una persona con handicap mentale e per il suo inserimento sociale. Non sfugge a nessuno come sia piu' facile, gia' in scuola materna, inserire un bambino con disabilita', se questi ha una propria autonomia nell'andare in bagno o nel mangiare, se sa rispettare delle regole e come spesso la conquista di queste abilita' sia indipendente dalle difficolta' che egli ha su apprendimento piu' didattici.
E ancora come una buona autonomia personale sia poi, andando avanti, prerequisito fondamentale per l'inserimento sociale e lavorativo di giovani e adulti con handicap mentale.
Molte conquiste pero', soprattutto nell'ambito dell'autonomia esterna sono difficilmente raggiungibili in ambito familiare soprattutto quando tale problema viene posto in adolescenza, momento in cui i ragazzi con disabilita', cosi' come gli altri adolescenti, iniziano a manifestare desiderio di distacco dei genitori e mal sopportano le loro richieste. Al tempo stesso anche per i genitori riconoscere e accettare che i loro figli stiano diventando grandi e' spesso difficile e tale processo va in qualche modo sostenuto. Il tema quindi dell'educazione all'autonomia assume allora un particolare risalto nell'eta' adolescenziale. Ma autonomia non vuol dire solo acquisire alcune competenze, ma riconoscersi grandi e sentirsi tali, ritrovando cosi' in questo cambiamento dalla condizione di bambino a quella di adolescente motivazione nell'assumere nuovi comportamenti e nel superare le inevitabili difficolta'.
I bambini disabili con ritardo mentale nella fascia d'eta' tra 14 e 17 anni attualmente presenti sul territorio della Asl 11 sono circa num. 6; per essi indipendentemente dalla patologia di base, si ritiene importante proporre l'attivita' orientata prettamente all'autonomia sociale.

Soggetto Pubblico coinvolto: AUSL11 Empoli
Soggetto Gestore: Ass. "Noi...da Grandi" Onlus
Soggetto attuatore: Societa' Cooperativa Sociale Colori di Empoli
Coordinatore del Progetto: Dott.ssa Marta Degl'Innocenti (Cooperativa Sociale Colori di Empoli) e Dott.ssa Elide Ceragioli N.P.I (Azienda U.S.L 11 di Empoli).

Obiettivi generali:
Il progetto "percorsi di autonomia" ha l'obiettivo di creare un piccolo gruppo (max num. 5-6 ragazzini/e con ritardo mentale) che affiancato ad un operatore, si incontra una volta la settimana (per circa 3/4 ore) con l'intento di "Educare all'autonomia sociale e personale".
Gli obiettivi di tale percorso si possono racchiudere in 5 punti:

Si lavora seguendo dei percorsi e strategie personalizzate strutturate dallo staff che lavora con criteri di progettazione educativa; nello staff fanno coordinatore, educatore professionale e N.P.I della U.S.L.11 (Dott.ssa Elide Ceragioli).

Obiettivi specifici:
Il percorso e' strutturato in maniera tale da trasferire ai ragazzi le abilita' necessarie per:

Gli Obiettivi Specifici riguerdano:

Beneficiari diretti e indiretti:
Il progetto e' rivolto a circa 5/6 ragazzi con ritardo mentale del territorio di eta' compresa tra 14 ed i 17 anni che necessitano di acquisire abilita' sociali associati. Le famiglie coinvolte vengono associate alla collaborazione con gli operatori per l'attuazione del Progetto stesso.

Risultati attesi:
Il progetto "Educare all'autonomia" si prefigge di coinvolgere famiglie e ragazzi disabili (6) del Circondario Empolese Valdelsa.
I risultati attesi dal progetto riguardano:
- Stimolare le abilita';
- Favorire lo sviluppo dell'autonomia;
- Favorire lo sviluppo dell'autostima;
- Strutturare semplici uscite.

Azioni previste e strumenti:
Le azioni previste sono:

Gli strumenti necessari e di notevole importanza per il raggiungimento degli obiettivi sopra descritti sono:
la relazione e/o comunicazione: rappresenta il punto di partenza e lo strumento privilegiato delle figure professionali coinvolte al fine di risvegliare i potenziali comunicativi e favorire l'integrazione.
Un'efficace relazione deve essere:
1) partecipata e non rigida in quanto e' necessario sapersi adattare alle esigenze ed ai bisogni comunicativi del soggetto disabile;
2) orientata alla rilettura e rielaborazione dell'esperienza.
L'operatore e la famiglia attraverso la relazione con il bambino disabile mettera' in atto tutte le azioni orientate a sviluppare, rafforzare e potenziare le abilita' di ogni soggetto coinvolto.
La collaborazione con le famiglie: lavoro di rete: qualsiasi intervento educativo - pedagogico non risulta globalmente funzionale se non si inserisce e si appoggia alle varie risorse territoriali presenti. Pertanto per la buona riuscita del progetto e' necessario potenziare, migliorare e consolidare il legame e l'integrazione fra l'Associazione di Volontariato, Cooperative Sociali, Comuni e cittadini.

Criteri e strumenti di monitoraggio:
Num. famiglie
Num. utenti coinvolti
Num. utenti che saranno coinvolti nella realizzazione del progetto
Num. operatori coinvolti
Schede di monitoraggio mensili individuali del ragazzo

STAMPA QUESTA PAGINA