"Il Corpo e' mio e imparo ad usarlo"

Analisi del bisogno

I bambini disabili down nella fascia d'eta' tra 0 - 6 e 6 -10 anni attualmente presenti sul territorio della Asl 11 sono circa 15 per essi indipendentemente dalla patologia di base si ritiene importante proporre l'attivita' di psicomotricita' finalizzata alla presa di coscienza del "se' corporeo" e al controllo del movimento.
Ad oggi sul nostro territorio non sono presenti percorsi di questo genere e vengono perse importanti e stimolanti occasioni di crescita e di maturazione psico-fisica.
L'analisi del bisogno ha rilevato la primaria necessita' di fare psicomotricita' anche come risposta alle esigenze delle famiglie oltre che del bambino. Inoltre e' opportuno sottolineare che non esistono sul territorio strutture che offrano questo tipo di servizio per bambini a prezzi accessibili.
Per iniziare a dare una risposta sia ai bambini che alle famiglie, abbiamo pensato ad un progetto, ormai nel cassetto da molti anni che interessa in particolare il mondo della Psicomotricita'.
La psicomotricita' si colloca in una fase molto importante per la crescita del bambino: a questa eta' infatti i bambini/e sono in una fase di continua ricerca ed esplorazione, desiderano fare, conoscere, sapere.
L'ambiente Psicomotorio offre ai bambini la possibilita' e l'opportunita' di fare diverse scoperte e molte esperienze. Il gioco a questa eta' e' basato in gran parte sul piacere senso-motorio ed e' a questo livello che il bambino scopre le sue capacita' e i suoi limiti corporei.

La psicomotricita' e' una "pratica" educativa e d'aiuto attraverso la relazione; e' un'attivita' concreta, motoria, che si modella sul gioco spontaneo e sull'espressivita' dei bambini che vivono e sperimentano in prima persona azioni e relazioni. Lo psicomotricista ha nello specifico il compito di rassicurare ed aiutare i bambini a prendere fiducia nelle loro personali capacita' d'azione e affermazione; li accompagna a trovare o ritrovare le esperienze piacevoli proprie del movimento e a condividerle con gli altri; in questo modo i bambini potranno strutturare un'immagine di se', un'identita' positiva. Durante l'attivita' possono esprimere e rielaborare, in un clima di contenimento affettivo, la loro storia personale inscritta nel corpo. Il principio cruciale affermato dalla Pratica Psicomotoria e' il rispetto, attraverso cui educare o rieducare la personalita' globale del bambino, intesa come stretta unione nella sfera mentale, di quella corporea e di quella affettiva. Il bambino conquista il mondo da un fondo tonico-emozionale permanente e strettamente unito a tutta la sua storia affettiva, in altre parole, nell'azione del bambino si articolano tutta la sua affettivita', tutti i suoi desideri, ma anche tutte le sue possibilita' di comunicazione e concettualizzazione. Si può dire che l'espressione psicomotoria utilizza un vissuto antico, il cui il senso può essere colto grazie alle molteplici, differenti variazioni della relazione tonico-emozionale con le persone, lo spazio e gli oggetti. Attraverso la relazione motoria con lo psicomotricista e con i coetanei del gruppo, il bambino scopre nuove modalita' di accettare/accettarsi, convivere e collaborare; ritrova il desiderio di affrontare con fiducia il compito di crescere e d'apprendere.

Soggetto pubblico coinvolto: AUSL11 Empoli (FI)
Soggetto gestore: Associazione "Noi ...da Grandi" Onlus
Soggetto attuatore: Societa' Cooperativa Sociale Colori di Empoli
Coordinatore del Progetto: Dott.ssa Marta Degl'Innocenti Dipendente della Cooperativa Sociale Colori di Empoli e Dott.ssa Elide Ceragioli N.P.I. Azienda U.S.L 11 di Empoli.

Obiettivi generali:

Il progetto "Il corpo e' mio e imparo ad usarlo" ha l'obiettivo di creare gruppi diversificati per fascia d'eta', per obiettivi e per metodica d'intervento. Durante l'attivita' sara' presente un tecnico specializzato (psicomotricista) e una figura educativa (un animatore per il gruppo dei piu' piccoli - 0/6 ed un educatore professionale per il gruppo dei piu' grandi - 6/10) con la costante supervisione del N.P.I e del fisioterapista della A.S.L.
In generale l'obiettivo principale che la terapia psicomotoria deve raggiungere e' quello di sviluppare una personalita' equilibrata, ottenibile grazie al raggiungimento delle autonomie e della socializzazione al meglio possibile, dovuto allo sviluppo di nuovi strumenti, per far si' che si possa raggiungere l'integrazione del bambino nelle varie sfumature dell'ambiente e diminuendo quindi per quanto possibile gli ostacoli che lo limitano.
Il bambino, attraverso l'esperienze motorie, viene a conoscenza della sua struttura anatomica, della funzionalita' dei suoi organi e delle sue possibilita' di movimento utilizzabili anche per i rapporti e le relazioni con il mondo esterno. Egli, inoltre, impara ad avere sempre piu' autonomia e padronanza di se', consolida il senso dell'iniziativa e della creativita', arricchisce la sua sfera culturale con la conoscenza dell'ambiente e degli altri, migliora la sua competitivita' soddisfacendo il suo naturale bisogno di affermazione.
L'educazione motoria, quindi, oltre a garantire una crescita fisica e psicologica armonica, favorisce i processi di apprendimento e il conseguimento di abilita' logico-operative, migliora il grado di socializzazione e rappresenta uno strumento e un veicolo insopprimibile di comunicazione. Con l'educazione psico-motoria e' possibile migliorare qualita' quali: l'intelligenza, la capacita' di ragionamento e di riflessione, quella di attenzione e di memoria.
Inoltre e' d'obbligo ricordare che l'educazione psico-motoria ha la sua massima espressione nel GIOCO, attraverso il quale il bambino trova l'appagamento delle sue motivazioni, dei suoi bisogni e delle sue esigenze personali.

Localizzazione dell'intervento:

L'intervento e' localizzato nei Comuni della zona socio-sanitaria empolese valdelsa . Nel territorio Empolese l'attivita' si svolgera' una volta la settimana per Il gruppo 0/6 e una volta per il gruppo 6/10 di due ore.

Obiettivi specifici:

Beneficiari diretti e indiretti:

Il progetto e' rivolto a 10 bambini disabili del territorio di eta' compresa tra 0 ed i 10 che presentano ritardo psicomotorio di entita' diversa, associato a sindrome genetica (Sindrome di Down). Le famiglie coinvolte vengono associate alla collaborazione con gli operatori per l'attuazione del Progetto stesso.

Risultati attesi:

Il progetto "Il corpo e' mio e imparo ad usarlo" si prefigge di coinvolgere famiglie e bambini disabili (10) del Circondario Empolese Valdelsa. I risultati attesi dal progetto riguardano:

In questo modo si aumentera' anche l'autonomia personale (abbigliamento ed igiene personale)

Azioni previste e strumenti:

Azioni

Strumenti necessari
L'operatore e la famiglia attraverso la relazione con il bambino disabile mettera' in atto tutte le azioni orientate a sviluppare, rafforzare e potenziare le abilita' di ogni soggetto coinvolto.
La collaborazione con le famiglie: lavoro di rete: qualsiasi intervento educativo – pedagogico non risulta globalmente funzionale se non si inserisce e si appoggia alle varie risorse territoriali presenti. Pertanto per la buona riuscita del progetto e' necessario potenziare, migliorare e consolidare il legame e l'integrazione fra l'Associazione di Volontariato, Cooperative Sociali, Comuni e cittadini.

Criteri e strumenti di monitoraggio:

Num. famiglie
Num. utenti che saranno coinvolti nella realizzazione del progetto
Num. di schede progetto individuali predisposte entro un mese dall’ingresso del bambino / Num totale bambini inseriti
Num. obiettivi raggiunti / Num. totale obiettivi
Verifica trimestrale del progetto individuale
Almeno 2 incontri in un anno di condivisione del progetto individuale tra la famiglia e gli operatori coinvolti.

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